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|  Londra, estate 1593. Will Shakespeare (1564-1616) è in crisi creativa. Incontra la giovanissima Lady Viola che, patita di teatro, gli si presenta travestita da maschietto, ottenendo la parte di Romeo in un dramma d'amore ambientato a Verona, ancora in fase di scrittura. I due s'innamorano. Will finisce Romeo and Juliet. È un trionfo, propiziato dalla regina Elisabetta (J. Dench), vera dea ex machina del film. Scritto da Marc Norman e riscritto da Tom Stoppard, ha avuto 3 Globi d'oro, 13 nomine ai premi Oscar e 7 statuette (film, sceneggiatura, G. Paltrow, J. Dench, scene, costumi, musica per commedia), un successo internazionale di pubblico. Al di là del lusso spettacolare e della presa emotiva sullo spettatore, specialmente nella 2ª parte, 1) è un film di libera e sovrana invenzione; 2) è un film postmoderno, dove Shakespeare è raccontato come uno sceneggiatore del '900; 3) c'è una pittoresca descrizione del mondo del teatro elisabettiano con gli scambi tra realtà e finzione, i rapporti tra pubblico, teatro, impresari, drammaturghi, attori e Shakespeare raccontato come poeta borghese, commediografo, attore, impresario, regista; 4) è un “vivacissimo e gloriosamente inutile film” (F. La Polla) che corrisponde a un dramma elisabettiano rivolto ai nobili (gli spettatori colti) e al popolo, all'intelligenza dei primi e al cuore del secondo che vi trova intreccio, avventura, amore. Dame Judy Dench (1934) vinse l'Oscar come non protagonista con una presenza di 8´ nella parte della regina Elizabeth."Che devo pensare di uno che dice di essere come il vento?" "Che è libero e non riflette" "E allora perchè sei qui ancora?" "Perchè penso, sì penso, penso di poterti rendere felice. E perchè senza di te non so stare"Graphic by: ©¤¤¤¤¤¤ |
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